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Insegnare life skills attraverso l’attività sportiva

Laura Bortoli, Francesca Vitali, Anna Tommasini e Claudio Robazza

Il valore dello sport per la crescita e lo sviluppo personale è ormai ampiamente riconosciuto: molte organizzazioni che si occupano di sport giovanile pongono fra i loro obiettivi primari anche lo sviluppo socio-emotivo dei giovani atleti. Da alcuni anni, lo sport viene visto come un contesto ottimale in cui insegnare anche life skills, ossia abilità (come goal-setting, controllo delle emozioni, presa di decisione, gestione del tempo) che possono essere apprese nello sport, in quanto utili alla prestazione, ma che possono essere applicabili anche in altri ambiti. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’insegnamento di life skills è essenziale per lo sviluppo equilibrato della personalità di bambini e adolescenti, anche come preparazione alla loro vita futura. Nell’articolo viene presentato un modello di intervento per insegnare life skills e vengono fornite alcune indicazioni applicative. Non è di per sé la partecipazione sportiva a garantire nei giovani atleti uno sviluppo personale positivo: sono le scelte educative intenzionali da parte degli allenatori ad essere determinanti, e le modalità con cui poi, in modo coerente, vengono programmate, organizzate e condotte le attività.

Motivazioni alla pratica e all’abbandono sportivo di atlete adolescenti

Cantoia Manuela, Crippa Maria Chiara, Simoncelli Caterina e Vagli Matteo

L’abbandono precoce della pratica sportiva in Italia è un fenomeno in continua crescita che caratterizza soprattutto la popolazione femminile nel passaggio critico tra i 14 e 15 anni. Diversi fattori di ordine psicologico e sociale sembrerebbero spiegare tale fenomeno: motivazione, autostima, ansia, locus of control, percezione di supporto da parte di familiari, amici e compagni di squadra, relazione con l’allenatore. Questo studio considera tali variabili nel contesto della Lombardia. Sono stati somministrati cinque strumenti self-report in forma anonima a 157 atlete. I risultati mostrano differenze in base alla tipologia di sport praticato (individuale o di squadra), al numero di allenamenti e all’età delle atlete. In particolare, le atlete praticanti sport individuali sembrano essere meno motivate, mostrano maggiori vissuti di ansia, maggior attribuzione causale esterna e livelli di autostima più bassa. Le atlete più giovani, che si allenano più intensamente, appaiono essere più motivate intrinsecamente e avere un locus of control interno. Alla luce della letteratura, le atlete praticanti sport individuali in questo campione, presenterebbero un maggior rischio di drop-out. Vengono discusse azioni di empowerment personale e di potenziamento delle life skills in queste atlete, associate ad interventi sugli stili relazionali con famiglie e allenatori.

Il ruolo dell’Educazione Fisica nella promozione di uno stile di vita attivo

Rossana Di Battista, Claudio Robazza, Maurizio Bertollo e Laura Bortoli

In relazione alle mutate condizioni di vita, i livelli di attività fisica durante l’adolescenza si stanno progressivamente riducendo, mentre vi è un contemporaneo aumento di sedentarietà ed obesità. Per questo motivo, una finalità importante dell’Educazione Fisica è quella di fornire agli allievi le conoscenze e le competenze necessarie per favorire la loro partecipazione ad attività motorie e sportive nel tempo libero. Nell’articolo vengono descritte alcune importanti teorie sui processi motivazionali applicate nel contesto specifico dell’Educazione Fisica (teoria dell’auto-determinazione, teoria dell’orientamento motivazionale e modello trans-contestuale) e vengono presentati alcuni degli studi che hanno esaminato come un corretto clima motivazionale durante le lezioni di Educazione Fisica possa avere effetti positivi sulla motivazione individuale verso l’attività motoria e sportiva anche in contesti extra-scolastici. Gli insegnanti di Educazione Fisica hanno un ruolo determinante nel facilitare questo processo a lungo termine. In particolare, nella letteratura vengono proposte utili indicazioni didattiche affinché l’insegnante possa creare un clima motivazionale che sviluppi negli allievi l’autonomia; un ambiente di lavoro con queste caratteristiche promuove scelte autonome finalizzate ad uno stile di vita attivo e sano.

Motivazione, autoefficacia e prestazione nella pallacanestro

Donatella Di Corrado, Fabio Mallardo, Rosamaria La Paglia e Tiziano Agostini

Introduzione: Diversi studi hanno dimostrato che la motivazione e la prestazione sono fortemente influenzate dalle convinzioni di auto-efficacia. Lo scopo di questa ricerca è quello di indagare le correlazioni tra motivazione alla pratica sportiva, orientamento motivazionale prevalente, auto-efficacia percepita e prestazione nella pallacanestro. Metodo: 60 atleti praticanti basket (41 uomini e 19 donne), di età compresa tra 16 e 55 anni (M = 26 ± 5,99 anni), hanno completato il Participation Motivation Questionnaire, il Task and Ego Orientation in Sport Questionnaire e il Basket Efficacy Beliefs Scales. Risultati: I partecipanti sono motivati dal desiderio di vincere, dal bisogno di fare qualcosa in cui si sentono capaci, dal bisogno di divertirsi. La valutazione delle convinzioni di auto-efficacia ha fornito un’indicazione relativa ai punti di forza e di debolezza degli atleti. Conclusioni: Al fine di elaborare dei piani di allenamento e delle strategie di intervento,è fondamentale valutare le convinzioni di auto-efficacia e l’orientamento motivazionale prevalente in contesti sportivi. I risultati possono essere utili per un’eventuale progettazione di un programma di potenziamento dell’auto-efficacia percepita dagli atleti.

Pari opportunità nella fruizione dei parchi divertimento da parte di persone con esigenze speciali

Antonella Piccotti

Lo scopo di questo articolo è quello di affrontare il tema dell’accessibilità in sicurezza ai parchi di divertimento per le persone con disabilità. Viene presentato un progetto che ha coinvolto persone con e senza disabilità, nell’ambito del quale sono stati valutati i livelli di stress durante la fruizione di attrazioni comunemente presenti nei parchi di divertimento oltre a misurazioni di parametri psicofisici. I risultati evidenziano come le attrazioni presenti nei parchi di divertimento non costituiscano fonte di stress per le persone con disabilità prese in esame.

Metodologie didattiche a confronto nella ginnastica ritmica e correlazione con l’autostima di giovani atlete

Daniela Senarega e Sabrina Pucci

Questo lavoro verte sulla metodologia e sulle strategie di insegnamento nella ginnastica ritmica riguardo a diversi elementi tecnici con attrezzi. Si sono analizzati nello specifico due tipi di lancio che sono stati insegnati a gruppi diversi di giovani atlete, che praticano questo sport a livello amatoriale, attraverso tre metodi diversi di insegnamento, analizzandone i risultati. Tali risultati sono stati poi messi in relazione con l’autostima, per verificare se i tre metodi diversi di insegnamento avessero anche un diverso impatto sotto il profilo psicologico.

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Insegnare life skills attraverso l’attività sportiva

Laura Bortoli, Francesca Vitali, Anna Tommasini e Claudio Robazza

The value of sport as a vehicle for personal development has been widely recognized, and many youth sports organizations have social-emotional development as one of their primary goals. In recent years, there has been increased interest in using sport as a context for developing life skills in youth. Life skills are viewed as those personal characteristics and skills (such as goal setting, emotional control, decision-making, time management) that can be learned in sport. They are relevant for performance and are potentially transferable to non-sport settings. According to the World Health Organization, teaching life skills is essential for the development of personality in children and adolescents, and for preparing young people to their future life. In this paper, a model for coaching life skills is presented, and a number of practical suggestions are provided. The simple participation in sport does not guarantee an automatic positive development. Rather, coaches’ deliberate educational choices, and congruent actions in organizing and managing activities, are critical factors.

 

Motivazioni alla pratica e all’abbandono sportivo di atlete adolescenti

Cantoia Manuela, Crippa Maria Chiara, Simoncelli Caterina e Vagli Matteo

In Italy, the early drop-out from sports is a growing phenomenon that concerns mainly the female population in the critical step between 14 and 15 years old. Several psychological and social factors seem to explain this phenomenon: motivation, self-esteem, anxiety, locus of control, perception of support from family, friends, and teammates, relationship with the coach. This study considers these variables in the context of Lombardy. Five anonymous self-report questionnaires were administered to 157 female athletes. The results show differences according to the type of sport (individual or team sport), to the number of training sessions, and to the age of the athletes. In particular, athletes practicing individual sports seem to be less motivated, showing more anxiety, more external causal attribution, and lower levels of self-esteem. The younger athletes, who trained more, appear to have more intrinsic motivation and higher internal locus of control. According to the literature, athletes practising individual sports in this sample, would show an higher risk of drop-out. Training interventions to empower personal and life skills’ in these athletes and interventions on the relational styles of families and coaches are discussed.

 

Il ruolo dell’Educazione Fisica nella promozione di uno stile di vita attivo

Rossana Di Battista, Claudio Robazza, Maurizio Bertollo e Laura Bortoli

Physical activity levels show a pronounced rate of decline during adolescence, while sedentary lifestyles and obesity are increasing. Therefore, one of the primary aims for Physical Education teachers is to provide young people with the necessary skills, knowledge, and competence to choose and participate in sport and physical activities in their leisure time. In this paper, we describe different motivation theories applied in the Physical Education context (i.e., self-determination theory, achievement goal theory, and the trans-contextual model), and present a number of studies that examined how motivational factors in Physical Education are translated into physical activity participation in leisure-time settings outside of school. Physical Education teachers play a fundamental role in facilitating these processes. Appropriate teaching strategies specifically designed to create an autonomy-supportive motivational climate can effectively motivate young people to adopt an active and healthy lifestyle.

 

Motivazione, autoefficacia e prestazione nella pallacanestro

Donatella Di Corrado, Fabio Mallardo, Rosamaria La Paglia e Tiziano Agostini

Introduction. Several studies showed that motivation and performance are strongly influenced by the beliefs of self-efficacy. The aim of this research is to investigate the correlations between motivation to sport, prevalent motivational orientation, perceived self-efficacy, and performance in basketball. Method: 60 basketball athletes (41 men and 19 women), between 16 and 55 years old (M = 26 ± 5,99 years), completed the Participation Motivation Questionnaire, the Task and Ego Orientation in Sport Questionnaire, and Basketball Efficacy Beliefs Scales. Results: Participants are motivated by the desire to win, the need to do something where they feel able, the need to enjoy themselves. The evaluation of the perceived self-efficacy provides an indication of the strengths and the weaknesses of athletes. Conclusions: In order to develop training plans and intervention strategies, it is essential to evaluate self-efficacy beliefs and the prevalent motivational orientation in sports contexts. Results can then be useful for a possible design of a program for athletes self-efficacy enhancing.

 

Pari opportunità nella fruizione dei parchi divertimento da parte di persone con esigenze speciali

Antonella Piccotti

The purpose of this article is to address the issue of a safety accessibility to the amusement parks for people with disabilities. It is presented a project involving people with and without disabilities, within which were assessed levels of stress during the use of attractions commonly found at amusement parks in addition with measurements of psychophysical parameters. The results show that the attractions at amusement parks do not constitute a source of stress for people with disabilities considered.

 

Metodologie didattiche a confronto nella ginnastica ritmica e correlazione con l’autostima di giovani atlete

Daniela Senarega e Sabrina Pucci

This work focuses on methodology and strategies of teaching in calisthenics with regard to different exercises with tools. Specifically, we analyzed two types of launch that were differently taught to different groups of young athletes, who practice this sport at recreational level, through three different methods of teaching, analyzing the results. These results were then correlated with self-esteem, to determine whether the three different methods of teaching had a different in psychological terms.

 

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