[:it]Una scala per la misura delle convinzioni di efficacia personale nel tennis

Sergio Costa, Stefano Livi e Diego Polani

Lo scopo di questo studio è presentare un nuovo questionario volto a valutare le convinzioni di efficacia personale nel tennis, approfondendo aspetti generali di questo sport e colpi specifici di gioco (dritto, rovescio, colpi al volo, servizio e risposta). La ricerca ha coinvolto 890 tennisti, 745 maschi e 145 femmine, di età compresa tra gli 8 e i 72 anni (età media: 30,33 anni), provenienti da diverse parti d’Italia. È stata effettuata un’analisi statistica per verificare l’attendibilità dello strumento e valutare la dimensionalità di ogni singola scala proposta. Per quel che riguarda le convinzioni generali sul tennis, l’analisi fattoriale esplorativa ha individuato cinque distinti fattori (gestione del giudizio, gestione dell’allenamento, lettura dell’avversario, concentrazione e adattamento). Successivamente anche le scale di ogni colpo specifico sono state analizzate, confermandone l’unidimensionalità fattoriale, all’interno delle quali sono stati selezionati 10 distinti item, che potessero esplorare al meglio il costrutto indagato.

Differenze di genere nello sport

Tamara Armenti

Nel mondo dello sport si osservano differenze di genere: gli uomini sono propensi a praticarlo maggiormente rispetto alle donne e anche la copertura mediatica e i finanziamenti sono destinati in prevalenza ad atleti maschi. La ricerca mostra che l’interesse verso lo sport, la partecipazione e le prestazioni risentono della diffusione di modelli culturali che favoriscono l’uomo rispetto alla donna. Tutto ciò è stato riscontrato sia nel professionismo sia nel dilettantismo. Anche i ragazzi apprendono da genitori e insegnanti norme e stereotipi pro-maschili. Inoltre, esistono convinzioni condivise riguardo all’associazione di determinati sport con il genere di chi lo pratica, per cui un certo sport può essere considerato appropriato per un uomo oppure per una donna. Data l’importanza che lo sport riveste per la salute fisica e mentale, è doveroso interrogarsi circa tali disparità. In questa rassegna sono descritti gli stereotipi sessuali e ruoli di genere prevalenti nel mondo dello sport, e gli approcci teorici impiegati dai ricercatori in questo ambito.

Sport e biofeedback: una rassegna su studi e applicazioni in psicologia dello sport

Marcella Bounous e Stefania Straniero

Sono molteplici i processi sottostanti la prestazione sportiva. Fra questi, l’influenza degli aspetti fisiologici è significativa e tecniche come quelle del biofeedback rappresentano un utile strumento di applicazione per gli psicologi dello sport. Questo articolo presenta una rassegna su studi e applicazioni del biofeedback nello sport con lo scopo di divulgare importanza ed efficacia di questo strumento ancora relativamente poco conosciuto in Italia. Le ricerche mettono in luce alcune aree maggiormente investigate, evidenziando l’importanza della relazione tra psicologo dello sport e atleta all’interno della quale l’uso del biofeedback deve essere visto come una procedura e non come un mero strumento.

Caratteristiche psicologiche correlate alle diverse fasi di recupero dall’infortunio sportivo: revisione critica della letteratura

Cristiana Conti, Selenia di Fronso e Maurizio Bertollo

Negli ultimi anni gli aspetti psicologici correlati all’infortunio sportivo hanno attratto l’interesse di molti ricercatori e professionisti del settore. Le caratteristiche psicologiche sono state oggetto di approfonditi studi sia per quanto riguarda la prevenzione e riduzione del rischio sia rispetto alle fasi post-infortunio fino al rientro in gara. È stata condotta una revisione sistematica della letteratura dal 1990 al 2015 sugli aspetti psicologici coinvolti nel post-infortunio. Sono state analizzate in dettaglio la fase acuta, la fase di riabilitazione e la fase di ritorno allo sport. Sono indicati gli strumenti attualmente più utilizzati per l’assessment e descritti gli interventi che uno psicologo dello sport può attuare con l’atleta. Sono state presentate tecniche psicologiche per le diverse fasi di intervento, sottolineando come nei vari momenti siano più utili alcune rispetto ad altre. Considerare il quadro completo e gestire l’infortunio come evento multifattoriale ha molteplici risvolti operativi ed evidenzia la possibilità di un’integrazione multidisciplinare tra professionisti al fine di ottimizzare il recupero dell’atleta.

Comunicazione e sport: principi relazionali al servizio della pratica sportiva

Daniela Tortorelli

Negli ultimi cinquant’anni, lo studio della comunicazione umana ha assunto una rilevanza particolare per numerose discipline, in particolare per la psicologia e la psichiatria. Tali studi e riflessioni sono partiti con le indagini degli studiosi della pragmatica della comunicazione di Palo Alto e si sono negli anni sempre più affinati, fino a diventare parte integrante di numerose scienze. Nello sport, le relazioni si strutturano in base a infiniti processi comunicativi: esserne consapevoli e poterli gestire al meglio permette di trarre maggiore soddisfazione dalla attività fisica, di ottimizzare e talvolta migliorare la performance e, in generale, promuovere il benessere e la salute nei vari contesti. Il presente lavoro parte da un’analisi teorica dei principali concetti sistemici e relazionali inerenti la comunicazione, e offre un collegamento fra essi e la pratica sportiva, utile ad allenatori, atleti e staff dirigenziale.

Sport e gruppoanalisi

Katrin Di Lorenzo e Laura Vighi

Ogni prestazione sportiva è un incontro complesso: l’atleta gareggia con altri individui, portando con sé nella competizione il proprio mondo interno ed esterno. L’esperienza relazionale emotiva che bambini e ragazzi vivono nelle diverse società sportive è ricca di molteplici sfaccettature. Durante l’allenamento o in gara sono molti gli attori e i vissuti coinvolti; attori non necessariamente sempre fisicamente presenti e vissuti consapevolmente, ma emotivamente significativi per gli atleti. Tante sono le dinamiche relazionali e le emozioni in gioco ed il carico di stress e tensione può divenire tale da non poter essere adeguatamente gestito dal corpo e, inficiare quindi, la prestazione sportiva. Questo concetto ha portato le autrici alla realizzazione di un progetto di gruppoanalisi nello sport, basato sul potenziamento della competenza emotiva finalizzato al miglioramento della prestazione sportiva in gara e non. Sono stati realizzati otto incontri di gruppo, di parola ed esperienziali, con cadenza settimanale, in cui sono state utilizzate tecniche cliniche di gruppo basate sulla condivisione e l’elaborazione dei vissuti, oltre ad esercizi di training autogeno, mindfulness, respirazione e mental training. Il risultato ottenuto è stato positivo e migliorativo in diversi ambiti.

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