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I LUOGHI DELLA PARTECIPAZIONE Una ricerca su donne, lavoro e politica

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Il tema che percorre l’intero volume è quello della partecipazione femminile alla vita lavorativa, sociale e politica. Esso fornisce alcune interpretazioni per una riflessione ampia sul significato stesso della politica, che qui è intesa come attiva partecipazion edelle donne a tutti gli ambiti e livelli della società, quale espressione della parità di genere ed esercizio pieno della cittadinanza sociale.

Il contributo delle donne alla politica viene esaminato nel testo a partire da un’analisi di sfondo della condizione e della rappresentazione femminile nei luoghi lavorativi e politici, accomunati da caratteristiche strutturali e culturali e da dinamiche e pratiche non di rado discriminatorie nei confronti delle donne.

La condizione femminile è analizzata partendo da alcuni valori di base, che la nostra cultura eleva ad universali, ma che risultano traditi per molte categorie sociali ed in particolare per la componente femminile. La sicurezza delle donne viene meno in molti contesti, tanto nei Paesi emergenti quanto nelle nazioni occidentali: ne sono prova gli attacchi alla dignità femminile legati a fenomeni quali il femminicidio o gli aborti selettivi per genere, fino a giungere ad alcune pratiche assai diffuse quali l’infibulazione e la mutilazione dei genitali.

L’integrità fisica e morale delle donne è minata da fattori come la tratta delle “schiave del sesso”, così come dalla piaga spesso taciuta, ma viva legata alle violenze sessuali e psicologiche, di cui anche il nostro Paese è testimone.

Le libertà personali femminili sono, persino nel moderno Occidente, un lusso troppo lontano per molte donne, che in diversi ambiti centrali della partecipazione alla vita sociale, lavorativa e politica, non godono delle stesse opportunità offerte agli uomini. A fronte delle rivoluzionarie e progressive conquiste negli ambiti della formazione e dell’istruzione, così come nella partecipazione al mercato del lavoro, per fare solo due

esempi, permangono fenomeni come il differenziale salariale, le segregazioni occupazionali di genere, orizzontali e verticali, nonché il peso degli stereotipi di genere a discapito della componente femminile che pervadono il tessuto culturale dominante.

Tutto ciò contribuisce a ledere la dignità femminile, colpita anche dal permanere di linguaggi fortemente sessisti, tanto nei settori della comunicazione mass-mediatica, quanto nei messaggi pubblicitari, che spesso tendono ad una “mercificazione” del corpo e del ruolo delle donne nella società.

Il volume analizza come il venir meno di questi diritti, ostacola quello della parità di genere, ossia l’opportunità per le donne e gli uomini di vivere, di scegliere e di partecipare ad ogni ambito della nostra società alla pari, nonostante, anzi, proprio grazie alle differenze di cui i due generi sono portatori. Il principio della parità rispetta, tutela ed esalta le specificità e le diversità femminili e maschili, mettendole alla pari, riconoscendo

ad entrambe uguale dignità e facendole dialogare fra loro secondo una mutua fecondazione, fino ad estendere questa pienezza di parità a tutte le alterità, siano esse legate all’origine etnica, all’orientamento sessuale, all’età, all’estrazione sociale, al credo religioso, alla disabilità.

Seguendo questa prospettiva, il testo si apre su quella che sembra oramai una idea non solo più accettabile, ma addirittura acquisita a livello europeo: l’espressione pari rappresentazione sembra da preferire a quella di pari opportunità, in quanto più lontana da quella mera parificazione nei punti di partenza fra i generi.

Il rapporto fra uomini e donne – in tutte le sfere della vita sociale – dovrebbe tendere alla condizione chiave delle pari responsabilità che, rivolgendosi tanto alle une quanto agli altri, indica la condivisione delle responsabilità familiari e di cura, oltre che di quelle lavorative ed istituzionali. Un buon equilibrio tra attività professionale e vita familiare aiuterebbe a ridurre i divari fra uomini e donne e a migliorare la qualità della vita e dei rispettivi ambienti di lavoro, contribuendo al contempo ad affrontare il problema dei cambiamenti demografici e delle sfide sociali più attuali.

Per essere efficace, tale equilibrio andrebbe concepito e promosso come strategia a favore tanto delle donne quanto degli uomini, in tutte le fasi della loro vita, in particolare delle giovani coppie, ma non solo. Ai fini della conciliazione tra lavoro e famiglia, andrebbero promosse modalità lavorative e di organizzazione del lavoro innovative ed adattabili, che facilitino le pari responsabilità fra i genitori lavoratori, creando migliori equilibri che tengano conto delle diverse necessità nelle varie fasi della vita.

 

L’analisi raccolta nel volume si concentra, inoltre, sui luoghi della partecipazione alla vita sociale, lavorativa e politica. Questi ultimi, in particolare, non si identificano soltanto con le istituzioni pubbliche, con gli organismi partitici o di rappresentanza sociale, ma anche con le vecchie e nuove agorà, tradizionali e moderni luoghi di partecipazione femminile.

A partire da una ricerca svolta in un contesto locale (la provincia di Grosseto) e dall’analisi del quadro di riferimento nazionale ed internazionale sul rapporto fra donne, lavoro e politica, il volume prende in esame una panoramica di alcuni studi recenti su pratiche e comportamenti discriminatori nei confronti delle donne, che vengono perpetrati nei contesti lavorativi, sociali e politici.

Attraverso questa prospettiva, si affronta il tema della scarsa o mancata partecipazione femminile alla vita politica e del suo lato più oscuro: il tentativo è stato quello di portare in primo piano non solo attraverso la rilevazione dei dati quantitativi, che danno ragione della loro scarsa presenza e delle difficoltà esperite nel ricoprire ruoli apicali e di potere – tanto lavorativi, quanto politici – ma soprattutto mediante l’approfondimento qualitativo delle ragioni, dei meccanismi, delle motivazioni che sono di ostacolo ad una partecipazione attiva e paritaria alla vita lavorativa e politica fra donne e uomini.

Il testo propone ai decisori istituzionali e ai cittadini alcune ipotesi interpretative e delinea diverse strategie di intervento volte a favorire la partecipazione delle donne alla politica, come contributo ad un dibattito che appare sempre più necessario per valorizzare la specificità e la ricchezza che le donne rappresentano per il nostro Paese, come risorsa ed opportunità preziosa per affrontare un futuro incerto e potenzialmente critico come quello che sembra destinato a caratterizzare lo scenario emergente.

 

Francesca Vitali, psicologa del lavoro, Ph.D. in Metodologia della ricerca, è professoressa a contratto di Psicologia del lavoro e di Psicopatologia delle organizzazioni all’Università degliStudi di Genova. Ha svolto attività di ricerca e di formazione per il Comitato per le Pari Opportunità d’Ateneo dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Svolge attività diricerca e consulenza con Studio Méta & associati. É autrice di articoli pubblicati su riviste a carattere nazionale ed internazionale e co-autrice di testi sulla scelta professionale e la partecipazione femminile al lavoro.

Modificato: Nov 15 2010 il 12:27

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