Psicologia dello sport AIPS
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Il Body building: una passione per l'estetica

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Incontro con Antonella Bianconi e Marco Piubello, giudici, preparatori ed ex atleti mondiali.

 Di Michele Modenese, Psicologo dello Sport, socio AIPS 

 

Premessa.

La psicologia è storicamente una scienza aperta (il suo pensiero si è sviluppato prima dalla filosofia qualche migliaio di anni fa, poi dalla fisiologia e biologia). Per questo ancora oggi viene considerata una scienza debole che si ostina a sottrarsi ad un materialismo scientifico e ad una riproducibilità fenomenica che caratterizza, ma fino ad un certo punto scienze come la fisica e la medicina. Tuttavia restare in un sistema aperto permette di esercitare una caratteristica fondamentale che è la curiosità. Lo sguardo di uno psicologo clinico, come di un ricercatore , o dello psicologo sociale,   resta aperto all'esperienza con i suoi simili.

La possibilità di conoscere in modo discorsivo una disciplina sportiva, intrattenendosi con atleti maturi che hanno convertito la loro esperienza e la loro passione nel diventare preparatori e giudici, è quindi una ghiotta prerogativa dello psicologo dello sport, soprattutto quando viene visto interlocutore serio ed appassionato e naturalmente “scientificamente” curioso.

Così è nata questa conversazione\intervista, una incursione nel mondo dei body-builder, la loro motivazione, i numerosi sacrifici, le tensioni e le ansie e la realizzazione di un sogno come solo una importante vittoria può dare. Perchè il considerare il b.b. uno sport minore, certo non sgrava l'atleta di tutti quei pensieri, di quel dialogo interiore, delle violente emozioni cui soprattutto prima e durante la gara viene a vivere. 

Ho incontrato gli amici Antonella e Marco nella palestra dove lavorano e si allenano oramai solo per passione ed abitudine; ed alla mia proposta di fare loro qualche domanda sul loro sport hanno accettato volentieri. Ecco cosa ne è saltato fuori. A noi psicologi dello sport certo non sfuggiranno tutte le implicazioni, compresa quella che il b.b. è uno sport che si gioverebbe molto del nostro contributo e non solo per gli agonisti .

 

Che ruolo ricoprite attualmente?

Antonella Bianconi (A), sono giudice federale ed internazionale del WABBA (World Amateur Body Builder Association) che in Italia riunisce circa 300 atleti, l'altra federazione più importante è la IFBB che vanta circa 400 soci. Con le altre associazioni minori gli atleti iscritti sono circa un migliaio.

Marco Piubello (M), sono giudice nazionale ed entrambi siamo ex atleti agonisti.Nelle gare internazionali

i giudici sono11, con una partecipazione di 150 atleti divisi in 4\5 categorie. Quelle maschili, divise per peso dai 67,5 ai 75 agli 80 ai 90 e over 90. Oppure di altezza fino a 1,72 a 1,78 e oltre. Poi ci sono due categorie femminili dette soft ed hard (muscolatura morbida o muscolatura più sviluppata).

 

Qual'è stato il vostro migliore risultato agonistico?

(A), come atleta il miglior risultato agonistico è stato un 2° posto ai Campionati Mondiali nel '90 dopo aver vinto sia i nazionali che gli europei.

Per (M) un terzo posto al mondiale del 2002 a Tenerife. Oltre a campionati italiani ed un europeo. Il ricordo più vivo e per certi aspetti significativo,vista la fama riconosciuta a livello nazionale è aver vinto per ben tre volte il trofeo Due Torri di Bologna, come dire per un ciclista la Milano Sanremo o la Tirreno Adriatica.

 

A quanti anni avete cominciato ad intraprendere la”carriera di body builder”?

(A), a 19 anni ho sentito che il b.b. diventava il mio sport dopo un passato agonistico nel volley.

(M), ero piuttosto giovane anch'io. Ricordo un film di Tarzan, andavo già in palestra per irrobustirmi, ma lì capii che volevo diventare come l'attore. Era il 26 marzo 1979.

 

Chi è il body builder?

(A), ci sono due categorie di atleti bb, la prima comprende atleti che considerano il bb un mezzo per calcare il palcoscenico (in gara come in spiaggia). La seconda è di appassionati con una motivazione personale a seguire anche intensi allenamenti e sacrifici nell'alimentazione, ma per un piacere persoanle, per una propria “intima “soddisfazione.

(M), l'impegno dell'atleta è sempre costante sia nell'allenamento che nella cura della sua alimentazione. Scopo dell'atleta non è solo sviluppare le masse muscolari ma di ridurre a zero la percentuale di grassi (parte lipidica).

 

Quali sono le specialità agonistiche\federali\internazionali del body building?

(M), c'è una esibizione del corpo sia con pose obbligatorie, di solito 7 o con una colonna sonora in esibizioni libere.

(A), la gara è una esibizione plastica delle proprie proporzioni corporee e della definizione muscolare. Per certi aspetti si avvicina di più alla ginnastica artistica che al sollevamento pesi, come molti sembrano ancora pensare.

 

Perchè è bello fare body building?

 

(A), Cos'è l'amore? É difficile descrivere ciò che da tanti anni ha rappresentato ed in parte rappresenta ancora un sistema di vita ed una passione costante.

(M), anche per me è difficile spiegare la grande passione che ho da tanti anni e che ora ha trovato un nuovo sbocco: una mia palestra dedicata anche alla preparazione (perchè oltre a darmi una disciplina agonistica il b.b. è stato anche una palestra di vita).

 

Perchè lo consigliereste?

(M), lo consiglierei a tutti quelli adulti che non per agonismo ma per salute dovrebbero tonificare la propria muscolatura. Questo è importante secondo me sia per chi è in sovrappeso che per il magro, cioè con poca massa muscolare.

(A), sottolineo ancora che si tratta di una attività molto impegnativa, non la vedo adatta per dei ragazzi, ma si presta per persone più mature con molta passione se si vuole diventare competitivi ed agonisti.

 

Quali momenti critici nella carriera di un agonista?

 

(M), è semplice: di critico c'è che hai fame e sai che non devi mangiare. La dieta è un grande impegno e sacrificio per chi intende puntare a grossi risultati.

(A), l'allenamento piace a tutti ma la volontà viene messa alla prova proprio nel rigore dell'alimentazione.

 

 

Qualisoni i principali problemi che incontra un atleta?

(A), non è uno sport in cui si diventa ricchi. Spesso gli atleti devono pagarsi le trasferte e le iscrizioni per la gara. C'è un costo importante che poi l'atleta deve considerare, che è proprio quello dell'alimentazione.

(M), questo non perchè il b.b. deve mangiare tanto, ma per la qualità del cibo che deve consumare. Non può per esempio saziarsi di patate o di pasta.

 

Il vostro momento più bello?

(M), il momento più bello per me è la ricarica. Cioè la possibilità dopo mesi di severo regime alimentare, di mangiare carboidrati, come una pasta alla carbonara.

 

(A), la mia vittoria ai campionati europei nell' 89. E' stata una gara fantastica, perchè ero lì come riserva ed alla fine ho vinto la gara. E' stata una sorpresa che ancora ricordo.

 

 

Fattori come la concentrazione, la calma, l'attivazione, conoscenza di se ,che importanza hanno nel vostro sport?

(A), sono importanti al 100% ogni atleta deve sempre confrontarsi con questi aspetti. Una forte componente psicologica è indispensabile in certi momenti l'ansia da prestazione mette in circolo sostanze ormonali che “appannano” la definizione muscolare.

(M),con l'ansia c'è una ritenzione idrica sottocutanea che può compromettere la preparazione di tanti mesi.

 

I rapporti con gli altri atleti, o con l'allenatore contano molto. poco. Niente?

(A), non c'è un rapporto molto stretto con l'allenatore o con altri atleti. In genere l'allenatore imposta una o più tabelle di allenamento e può vedere l'atleta anche una volta al mese. L' atleta deve quindi sapersi autogestire da solo ed anche trovare da dentro le motivazioni più importanti.

(M), l'allenatore è un preparatore che da un programma e fa una valutazione critica sul lavoro svolto dall'atleta. Siamo lontani dalla figura di coach che ben si vede in altri sport (es. Tennis)

Il doping: il vosstro. pensiero da istruttori e giudici federali.

(A), come giudice internazionale e preparatrice ritengo che il doping sia un problema presente,ma nella stessa misura in cui lo è in altre discipline sportive. Anche nelle nostre associazioni nazionali ed internazionali si è intensificato il controllo per la restrizione del fenomeno. Questo soprattutto negli ultimi 4 o 5 anni. Alcune federazioni si definiscono natural e prevedono un rigoroso controllo sui loro atleti.

(m9, in effetti gli atleti che andiamo a valutare nelle diverse competizioni si sono ridimensionati moltissimo. Credo sia veramente possibile uno sviluppo del b.b. senza abusi di sostanze dopanti.

Allo stato attuale e per quanto mi risulta è possibile praticare il body building senza uso di sostanze proibite.

 

A fine intervista non poteva mancare il loro invito ad organizzare in uno dei nostri convegni di psicologia dello sport una esibizione-gara con atleti di b.b. , tutti però rigorosamente psicologi dello sport. Non ho dato ancora risposta e per questo giro a tutti voi cari colleghi l'invito...

 

 

Last changed: Dec 25 2009 ore 19:06

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