Psicologia dello sport AIPS
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Gli psicologi dello sport, negli ultimi decenni, hanno sviluppato un gran numero di strategie di intervento finalizzate ad aiutare l’atleta a migliorare la sua prestazione e ad affrontare lo stress della gara (cfr. Robazza, Bortoli e Gramaccioni, 1994; Williams, 2006). L’elevata quantità di studi e risultati empirici in questo settore ha dato impulso all’applicazione di procedure di preparazione mentale individualizzate, per rispondere alle esigenze dell’atleta anche in relazione alle caratteristiche specifiche della disciplina sportiva praticata (Greenspan e Feltz, 1989; Tenenbaum, 2001). Le modalità di intervento psicologico più frequentemente utilizzate comprendono la formulazione degli obiettivi, la pratica mentale, la gestione delle emozioni, la modulazione del livello psicofisico di attivazione, il controllo dell’attenzione e dei pensieri (Hardy, Jones e Gould, 1996; Robazza, Pellizzari e Hanin, 2004).
Le strategie di preparazione mentale, per essere efficaci, vanno concordate con l’atleta e con l’allenatore, e quindi applicate regolarmente in allenamento ed in gara. Debbono anche essere adattate e perfezionate al procedere degli apprendimenti ed in funzione dei cambiamenti individuali. Un programma di preparazione mentale deve prendere in considerazione le caratteristiche della disciplina sportiva, i bisogni dell’atleta e le procedure individuali di preparazione per l’allenamento e per la gara. Il programma va integrato coerentemente nell’allenamento tecnico attraverso una gamma di esercitazioni finalizzate al miglioramento delle abilità mentali.
Lo studio della disciplina sportiva va fatto prendendo in esame le principali richieste fisiche, tecniche, tattiche, organizzative e mentali. Informazioni approfondite sull’atleta si possono ottenere attraverso il colloquio, l’osservazione diretta, i test psicologici ed altre procedure idiografiche di valutazione. L’analisi deve considerare comportamenti, pensieri ed emozioni in allenamento e gara per identificare i punti di forza ed i lati deboli, il livello di motivazione, le modalità di reazione alle difficoltà ed allo stress degli allenamenti e delle gare, le abilità mentali sviluppate spontaneamente ed utilizzate più di frequente, la qualità della relazione con l’allenatore e gli altri atleti.
Al di là degli aspetti tecnici, la filosofia di fondo che dovrebbe ispirare l’intervento dello psicologo dello sport, ed anche dell’allenatore, considera l’atleta come persona indipendente capace di stabilire relazioni significative, effettuare un’analisi autonoma della prestazione e far fronte alle difficoltà anche attraverso soluzioni creative.
Riferimenti bibliografici
Greenspan, M. J., & Feltz, D. L. (1989). Psychological interventions with athletes in competitive situations: A review. The Sport Psychologist, 3, 219-236.
Hardy, L., Jones, G., & Gould, D. (1996). Understanding psychological preparation for sport: Theory and practice of elite performers. Chichester: Wiley & Sons.
Robazza, C., Bortoli, L., e Gramaccioni, G. (1994). La preparazione mentale nello sport. Roma: Luigi Pozzi.
Robazza, C., Pellizzari, M., & Hanin, Y. (2004). Emotion self-regulation and athletic performance: An application of the IZOF model. Psychology of Sport and Exercise, 5, 379-404.
Tenenbaum, G. (Ed.). (2001). The practice of sport psychology. Morgantown, WV: Fitness Information Technology.
Williams, J. M. (Ed.). (2006). Applied sport psychology: Personal growth to peak performance (5th ed.). New York, NY: McGraw-Hill Companies. Last changed: Dec 25 2009 at 18:58 Back |
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