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Nei giorni scorsi è venuto purtroppo a mancare Robert N. (Bob) Singer, uno degli studiosi che ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo della psicologia dello sport nel mondo attraverso i suoi lavori di ricerca scientifica di laboratorio e di campo, ma anche per essere stato Presidente dell’International Society of Sport Psychology (ISSP) per due mandati, dal 1985 al 1993. Lo ricordano con grande affetto Laura Bortoli e Claudio Robazza, che ebbero la fortuna di conoscerlo per aver trascorso un periodo di vacanza-studio presso l’Università della Florida, a Gainesville, dove Singer era a capo del Dipartimento di Scienze dell’esercizio e dello sport.

“Tutto iniziò a Verona, nel maggio 1989, quando il professor Walter Bragagnolo (direttore tecnico dell’ISEF di Verona, studioso del movimento umano, oltre che allenatore di campioni come Sara Simeoni) decise di organizzare un seminario sulle teorie dell’apprendimento motorio invitando come relatori Robert Singer e George Stelmach, a quel tempo considerati fra i maggiori esperti di tali tematiche; qualche anno prima, nel 1984, era stato anche tradotto in italiano uno dei libri di Robert, riguardante proprio l’apprendimento motorio. Fu in quell’occasione che accolse con piacere la nostra richiesta di recarci quello stesso anno, durante l’estate, presso la sua università.

I giorni di Gainesville furono molto intensi. Robert ci coinvolse in alcuni degli esperimenti che stava conducendo sull’imagery e sulle strategie di apprendimento; ci mise a disposizione il suo studio, la sua biblioteca, ci invitò una sera a cena a casa sua. Era una persona molto attiva: nel suo studio teneva un pallone da basket e una racchetta da tennis; nelle pause utilizzava spesso gli impianti sportivi del campus per giocare e tenersi in forma.

Con una duplice formazione nelle Scienze motorie ed in Psicologia, Robert è stato anche Presidente delle Divisione 47 (Society for Sport, Exercise and Performance Psychology) dell’American Psychological Association (APA). La sua produzione scientifica è stata molto rilevante con più di 200 articoli, 25 capitoli di libro e un decina di testi. Ha anche curato, assieme ad altri autori, la pubblicazione del mastodontico Handbook of research on sport psychology nel 1993 e la seconda edizione dello stesso volume nel 2001.

I suoi lavori sono stati fondamentali nella nostra formazione in psicologia dello sport ed hanno influito molto nella nostra attività pratica con atleti di varie discipline sportive. Ancora oggi è molto citata la sua Five-Step Strategy, una routine preparatoria ed esecutiva che consente l’attivazione di procedure autonome ed appropriate finalizzate a favorire l’apprendimento, il perfezionamento tecnico e la prestazione. Sviluppata come sintesi di diversi aspetti del mental training, la strategia mira a sollecitare l’uso appropriato di processi cognitivi prima, durante e dopo la prestazione. Molte di queste sue intuizioni, validate poi ampiamente dalla ricerca, restano ancora oggi valide e significative, integrandosi efficacemente con quelle che sono state e sono le ulteriori evoluzioni della psicologia dello sport applicata.

Incontrammo nuovamente Robert in alcune ulteriori occasioni, fra le quali il Congresso FEPSAC di Colonia nel 1991. Ci piace ricordarlo per la sua statura scientifica, ma soprattutto per i suoi modi affabili, la disponibilità al dialogo e al confronto, la forte passione per la psicologia dello sport.”

L’International Society of Sport Psychology (ISSP), di cui è stato presidente, ha pubblicato la notizia all’indirizzo:

https://www.issponline.org/index.php/component/k2/item/38-robert-n-bob-singer-passed-away-peacefully-on-monday-may-20-2019